La storia, presentata dall’autrice: È un romanzo auto conclusivo che ho categorizzato come romantico. in realtà è molto di più. Non credo nella storia d’amore fine a sé stessa. Per me una cosa è l’innamoramento e un’altra è l’amore. L’amore persiste durante i litigi, le separazioni, gli uragani della vita. Le mie storie non terminano con i due che, finalmente, risolvono i loro problemi e sono liberi di passare la vita insieme, al contrario, i problemi li affrontano insieme. Alice è una donna matura, sicura di sé, ma con un passato da affrontare. Marco è un uomo che dalla vita ha già ricevuto molto e che potrebbe avere qualunque altra ragazza meno complicata, ma la chimica vince e la storia comincia. In tutto il romanzo, in cui è Marco a raccontare ogni cosa, i personaggi non solo s’incontrano, ma crescono e maturano come persone e come parte della coppia.

Alice Bellini è una scrittrice nata in Puglia nel 1979. All’eta di appena otto anni scrisse la sua prima filastrocca, orribile, ma in rima. Sogna da sempre di diventare una scrittrice e per questo intraprende un percorso scolastico prettamente letterario, fino alla svolta universitaria, in cui sterza in modo prepotente per le materie scientifiche. Grazie a questa formazione, però, riesce a scrivere i suoi romanzi con la fantasia di un letterato e la ricerca dei dettagli di uno scienziato. All’età di trent’anni si trasferisce a Milano, dove ricomincia a scrivere molti dei racconti in prossima uscita.

Nel settembre del 2018, pubblica il suo primo romanzo: “Alice Gorshkova – il buio fuori, la luce dentro”, interpretando il protagonista maschile durante l’intera narrazione. Nel 2019 pubblica “Polvere di cacao“, primo capitolo della trilogia “sono come mia madre”, in cui l’autrice snocciola i difficili rapporti che spesso si creano tra generazioni troppo distanti tra di loro. Attualmente l’autrice è al lavoro sul secondo capitolo della trilogia, oltre che su altri brevi storie e sullo studio di un triller dalla trama complessa quanto attuale.
In tutti i suoi testi, di fatto, Alice Bellini cerca di porre un piccolo accento su un tema caro a molti, ma comunque poco affrontato: la violenza psicologica sulle donne, la difficoltà di uscirne e i segni che questa lascia comunque sulla vittima.

RECENSIONE

È un libro che parte come uno schiaffo in faccia. Un protagonista maschile scurrile e indelicato, che non se ne fa scappare una, basta che respiri. Ciò che ti inchioda in questo incipit è il fatto che accanto a lui, mentre guarda culi e tette, c’è una ragazza che lo riprende amorevolmente, e la curiosità del contrasto col suo lavoro: un chirurgo affermato.

Il contrasto si acuisce quando entra in scena la protagonista in seconda, russa capiremo poco dopo, che gli tiene testa alla grande, al punto da rimetterlo al suo posto, quando capisce che le parole non bastano, prendendolo a calci.

E tuttavia fin dalle prime battute, tra le righe, emerge che entrambi, pur attaccando, si difendono dalle loro ombre. Lui attacca la distanza che gli altri pongono verso di lui, lei protegge il suo spazio personale ed emotivo. Il rapporto si evolve e snoda in liti e perdoni, occhi di lui piantati su lei, e i calci che guadagna per questo, ma anche le occhiate,i baci concessi, il lavorare in squadra per salvare una vita. Tutto prende la musicalità della lingua di lei, il russo, rude e spigoloso, eppure … come il russo che si arrotola morbido in punta di labbra e smorza dolcemente da ultimo, inaspettatamente.

Alice è una scrittrice intensa, emotiva,che in questo caso ha messo in scena un quadro introspettivo plurisfaccettato e graffiante, che si contrae ed espande nel momento in cui, ognuno dei due fa la sua mossa disperata per afferrare l’altro. Che sia per schiaffeggiarsi o abbracciarsi poco importa. Il contatto è protagonista! Consigliato! Buona lettura miei amati writer’s!

In bocca la lupo Alice!💪