La trama ha bisogno di essere efficace, perché tutto ciò avvenga, ci sono una serie di parametri da rispettare.

Anzitutto, ogni personaggio, ogni scena, ogni dettaglio non deve avere significato a sé stante, ma sempre finalizzato alla storia. Coerenza dunque, ed è ovvio che è improponibile mettere una scena comica perché piace, in un testo horror.

Ogni testo, fin dalle prime righe, stabilisce un patto col lettore: questo patto non è altro che la coerenza interna del testo stesso, la sua armonia e coesione a livello narrativo. Naturalmente qui non si vuole demonizzare la digressione, ma come per tutte le cose va saputa fare e ci vuole equilibrio.

Ogni trama nasce dall’azione, da ciò che può verificarsi a livello fisico o mentale. Partendo da questo presupposto, è ovvio che qualunque cosa vada oltre questo principio,distrae potenzialmente il lettore dalla nostra storia. Ovviamente ci sono descrizioni dei luoghi e dei personaggi che sono fondamentali, ma dilungarsi troppo in dettagli, peggio ancora in riempitivi, potrebbero rallentare il ritmo della storia o distrarre il lettore.

D’altro canto però, non si può correre dritti come un treno dall’incidente iniziale alla fine. Qualche pausa strategica, o una trama secondaria che affianchi la storia principale, può essere tranquillamente inserita.

Il segreto quindi è l’essenzialità.

A proposito di questo, se un personaggio si sposta da casa sua al posto di lavoro, e in questo frangente non accade nulla, si può tranquillamente saltare tutto questo passaggio e terminare con un paragrafo in cui il protagonista esce di casa. Lo stesso vale per ogni intervallo di tempo vuoto.

Tornando al concetto di credibilità di cui si parlava a inizio articolo, va specificato che in questo caso non è sinonimo di realismo. Anche i generi fantasy, horror, fantascientifici, seguono delle regole di credibilità interna. Se un personaggio viene ferito gravemente, non può essere mostrato in perfetta forma il giorno dopo!

Il poeta inglese Samuel Taylor Coleridge (1772 – 1834), nella sua “Biographia Literaria” (1817), parlava di “sospensione volontaria dell’incredulità“, ovvero della fede poetica del lettore, il quale sospende volontariamente la sua incredulità razionale, immergendosi completamente nel mondo fantastico della storia, purché questa rispetti le leggi interne di coerenza e credibilità.

Sarebbe un peccato infrangere un tale atto di fiducia a causa di sviste come quelle citate in questo articolo, specie de addirittura si tratta di sviste che rivelano l’incompetenza dello scrittore e la pigrizia rispetto al fare ricerche sull’argomento trattato.

In conclusione, tutti gli elementi della storia devono avere un senso autonomo, e contemporaneamente adattarsi a tutto il resto.