Sapevo che quel canto mi avrebbe ferita, ma sentii ancor più dolore osservando Leon danzare con un’altra donna, anche se mia sorella, mentre gli rivelavo i miei sentimenti.
Non potevo guardarli e, dopo essermi alzata in piedi, chiusi gli occhi. Quelle parole erano per me un grido disperato: emozioni che avevo deciso e sperato di cancellare ma che, in realtà, faticavo anche solo a tenere a bada.

La Trama

Quanto pensate sia divertente essere un membro della Famiglia Reale? Per Eleonore essere Principessa e futura Regina d’Irlanda è soltanto una seccatura. Obbligata a sottostare a vecchie e arretrate regole, lotta ogni giorno per affermare se stessa e la voglia di vivere libera da ogni costrizione. Sin da quando, all’età di sedici anni, è stata presentata alla società borghese come futura Regina è costretta a scegliere un Principe come marito, presenziando a numerose cerimonie organizzate dal Re, suo padre. Ma Eleonore non ha intenzione di sposare nessuno dei suoi pretendenti, neanche l’uomo di cui è innamorata.
Una storia d’amore New Adult tormentata e ostacolata. D’intensa passione e amore puro, capace di superare ogni ostacolo. Ambientata in una realtà moderna parallela, dove il mondo è suddiviso in Regni governati da Monarchia.

La Biografia

Antonella Grieco, in arte Mâg, nasce nell’anno ’88 e vive tuttora a Matera, in Basilicata. Amante da sempre dell’arte, ha un diploma in fumetto, la passione per il canto, la recitazione e il doppiaggio.
L’approccio al mondo della scrittura risale al novembre dell’anno 2017. Esordisce qualche mese più tardi sulla piattaforma Wattpad con il romanzo rosa intitolato Come una farfalla.
La sua prima pubblicazione su Amazon è avvenuta a giugno 2019 con il racconto breve Quel Giorno. Mentre il primo romance new adult, I’m Not a Princess – The Royal Love Series I, approda sulla stessa piattaforma il 1° novembre 2019.


Il 23 marzo 2020 pubblica su Amazon il romance erotico Room7 – Sei disposta a dimenticare te stessa?
La sua scrittura è in continua evoluzione e maturazione, accompagnata da un incessante flusso d’idee. Idee che hanno un unico filo conduttore: l’amore.

L’intervista a Mâg

  • Quando hai iniziato a scrivere?
    Ho iniziato a buttar giù il mio primo scritto a novembre 2017. Come tutti i primi esperimenti non è stato un capolavoro, ma per fortuna ho deciso di non demordere! Ciò che mi ha spinto verso la scrittura è stato un lutto molto importante vissuto nello stesso anno. Mia zia diceva che sarei riuscita a creare qualcosa di bello e spero di essere sulla strada che lei aveva visto prima di me.
  • Quanto tempo dedichi alla scrittura?
    Scrivo più che posso. Ci sono alcune giornate nelle quali non digito neanche una lettera sulla tastiera, mentre in altre sono capace di restare di fronte al foglio di word tutto il giorno. Non ho una routine specifica. Ci ho provato, ma non va d’accordo con l’ispirazione o la mia stessa predisposizione a impegnare la mente.
  • Quanto ha influito il contesto sociale in cui sei cresciuta su quello di cui scrivi?
    Mi piacerebbe dire “non più di tanto”, ma credo che la scrittura – come altre forme d’arte – abbia le sue difficoltà in ogni contesto sociale, in quanto il reale problema non è chi vuole esprimersi ma chi lo vieta. Il giudizio di chi non ti reputa all’altezza o vuole semplicemente scoraggiarti è sempre dietro l’angolo. Per mia fortuna sono circondata da persone che mi amano e mi sostengono e che mi hanno lasciato la giusta libertà di scoprire il mondo della scrittura. Non nego, però, le difficoltà riguardo alla scelta di trattare anche la sfera sessuale a completamento del rapporto amoroso. Le critiche non hanno tardato ad arrivare e ne verranno sempre altre, tuttavia gridare allo scandalo nel 2020 contro chi tratta scene erotiche mi sembra davvero eccessivo. Poi, certo, c’è modo e modo di approcciarsi all’argomento e negli ultimi tempi l’erotismo sembra aver perso la sua poetica per lasciar spazio alla volgarità. Su questo sono d’accordo, ma non bisognerebbe fare di tutta l’erba un fascio.
  • Quanto di te c’è in ciò che scrivi?
    Moltissimo. I miei personaggi non sono altro che una versione di me adattata al loro contesto. Per me scrivere è vivere altre vite, quindi i miei protagonisti si muovono nel loro mondo come avrei fatto io se fossi stata al loro posto. Inoltre, soprattutto le protagoniste femminili, hanno sempre qualcosa che mi appartiene, sia da un punto di vista fisico (come può essere l’altezza o gli occhi chiari) che da un punto di vista caratteriale.
  • Come vivi l’inizio, quando il tuo libro nasce, e la fine?
    Le prime battute di un romanzo sono sempre accompagnate dall’euforia. Decido di dedicarmi a una storia quando, grossomodo, ho delineato tutto lo svolgimento e quindi cominciare a romanzare è una scoperta, oltre che un grande divertimento. Se il racconto mi entusiasma molto, sono capace di concludere la prima stesura, quella di getto, in pochissimo tempo. Il che ne consegue maggiore tristezza alla fine. Scrivere quella parola per me è un’agonia – e forse è per questo che saranno rari miei romanzi brevi. La compagnia che i miei personaggi riescono a regalarmi giorno dopo giorno, si trasforma in un triste addio, come se fossero dei figli in procinto di proseguire il loro viaggio da soli. Sono una persona molto emotiva e dopo ogni conclusione affronto una sorta di lutto. Non posso farci nulla, purtroppo.
  • Quanto ami leggere? Genere e autore preferito? Quanto influiscono le tue letture sul tuo stile come autore?
    Il mio approccio alla lettura vera e propria è molto recente, affiorato assieme alla passione per la scrittura. Dunque non ho un autore preferito, ma di certo ho un genere: il romance. Se c’è una storia d’amore predominante, sono disposta a leggere di tutto – preferendo, anzi esigendo il lieto fine. Quando questo viene a mancare, la mia parte emotiva mi rimprovera sempre di aver iniziato la lettura. È successo con I passi dell’amore di Nicholas Sparks e si è ripetuto con Io prima di te di Jojo Moyes. Li ho adorati entrambi, e il problema è stato proprio questo. Di norma prendo dagli altri testi ciò che credo possa aiutarmi a migliorare, e con questo non intendo copiare ma appoggiare un certo tipo di ragionamento o filosofia. Inoltre, mi è già capitato di appuntare alcune idee quando un romanzo mi ha lasciata delusa o estasiata. Di certo la lettura è un’ottima ispiratrice.
  • A chi hai fatto leggere per primo/a il tuo testo?
    Poiché ero, e sono ancora, molto incerta sui miei lavori, il mio primo testo è stato letto da vari sconosciuti sulla piattaforma Wattpad. Poi la prima vera lettrice è stata mia madre, che mi ha aiutata a superare un po’ di timidezza e a credere di potermi migliorare sempre più.
  • C’è qualcuno che vuoi ringraziare come sostegno della tua opera?
    Certamente la mia famiglia, il mio compagno che mi supporta e sopporta e la mia bambina, che ogni tanto rinuncia alle attenzioni della mamma perché lei “fa la scrittrice” – parole sue! Se non avessi avuto il sostegno delle persone che amo, dubito che avrei proseguito una strada capace di mettere a nudo ciò che, forse, neanche io comprendo bene di me stessa.
  • Progetti per il futuro?
    Tanti, troppi. Di certo devo pensare al sequel di I’m Not a Princess, che è già scritto ma va revisionato con attenzione. A fine marzo di quest’anno esce il mio secondo romanzo, Room7, una storia d’amore erotica italiana ambientata a Matera, la mia città, e con qualche scena anche a Roma. Poi dovrei decidere a cosa dedicarmi: ho messo in pausa la revisione di un romance dark fantasy e forse sarà quello il mio prossimo progetto. O magari l’ispirazione mi porterà verso una delle tante storie che ho appuntato in forma di bozza. Certo è che non smetterò mai di scrivere.

La recensione

Bentornati writers! Oggi parliamo di “I’m Not Princess”. Devo essere sincera, trattandosi di un New adult intrecciato con una vita a palazzo, inizialmente ero abbastanza scettica. Difatti mi aspettavo di trovare diversi cliché. Invece ho trovato un buon sviluppo dei personaggi principali, una trama abbastanza ricca di colpi di scena e ho apprezzato anche ricerche fatte per la credibilità della storia e dell’ambientazione. Ciò che evidenzia maggiormente questo libro è la ribellione e la ricerca dell’amore vero ad ogni costo. A partire dal titolo, si comprende la forza della protagonista che non ha nessuna intenzione di arrendersi agli stereotipi che le vengono plasmati a forza addosso da tutti coloro che ha intorno. È una favola che si spoglia e mostra una storia realistica, sofferta e vissuta. Brava Mâg!

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